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poesie

3 marzo 2010




Ho un Uccello in primavera
Che per me sola canta -
La primavera ammalia.
E quando l'estate s'avvicina -
E quando la Rosa appare,
Il pettirosso se n'è andato.

Ma non me ne rattristo
Sapendo che l'Uccello mio
Pur se volato via -
Impara al di là del mare
Nuove melodie per me
E tornerà.

Sicuri in una più salda mano
Custoditi in una più fidata Terra
Sono i miei -
Ed anche se adesso vanno via,
Dico al mio cuore in ansia
Essi sono tuoi.

In più sereno Splendore,
In più dorata luce
Vedo
Ogni piccolo dubbio e paura,
Ogni piccola discordia di quaggiù
Sparita.

Dunque non mi rattristerò,
Sapendo che l'Uccello mio
Pur se volato via
Da un albero lontano
Splendenti melodie per me
Invierà.
Emily Dickinson
Bussò il vento come un uomo stanco
Ed io garbata 'Entrà gli risposi
Con ferma voce e allora egli rapido
Entrò nella mia camera
Ospite senza piedi
Invitarlo a sedere era impossibile
Tanto sarebbe valso presentare
All' aria una poltrona.

Ed ossa non aveva, per tenerlo
Il suo parlare era come il fiato
Di molti colibrì ronzanti insieme
Da un celeste cespuglio
Un' onda, la sua faccia e mentre andava
Dalle dita una musica gli usciva
Di suoni tremuli
Soffiati nel cristallo

Indugiò, sempre qua e là movendo
Poi timidamente
Bussò di nuovo fu come una raffica
Ed io rimasi sola
Emily Dickinson



Sbocciare - è il risultato - incontrare un fiore
e casualmente dargli uno sguardo
potrà a mala pena far intuire
le circostanze minute
che collaborano alla brillante faccenda
così intricatamente compiuta
poi offerta come una farfalla
al mezzogiorno -

Riempire il bocciolo - opporsi al verme -
ottenere i propri diritti di rugiada -
regolare il calore - eludere il vento -
fuggire l'ape cacciatrice -
Non deludere Madre Natura
che l'aspetta in quel giorno -
Essere un fiore, è profonda
responsabilità
E. Dickinson
Cogli questo piccolo fiore
e prendilo. Non indugiare!
Temo che esso appassisca
e cada nella polvere.

Non so se potrà trovare
posto nella tua ghirlanda
ma onoralo con la carezza pietosa
della tua mano - e coglilo.

Temo che il giorno finisca
prima del mio risveglio
e passi l'ora dell'offerta.

Anche se il colore è pallido
e tenue è il suo profumo
serviti di questo fiore
finchè c'è tempo - e coglilo
Tagore

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