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La Cura e il Serpente

17 marzo 2010

La cura

Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perchè sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.

Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perchè sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.
Battiato

Il serpente che danza

Quanto mi piace vedere, cara indolente,
del tuo splendido corpo
come una stoffa ondeggiante
luccicare la pelle

Sulla tua chioma profonda,
dagli acri profumi,
mare odoroso e vagabondo,
dai flutti azzurri e bruni,

come un vascello che si sveglia
al vento del mattino,
la mia anima sognante s'appresta
a un cielo lontano.

I tuoi occhi, nei quali nulla si svela
di dolce o d'amaro,
sono due gioielli freddi in cui si unisce
l'oro col ferro.

A vederti procedere ritmicamente,
bella d'abbandono,
ti si direbbe un serpente che danza
in cima a un bastone.

Sotto il fardello della tua pigrizia
la tua testa di bambina
si dondola con la mollezza
d'un giovane elefante.

E il tuo corpo si piega e s'allunga
come un bel vascello
che bordeggia e tuffa
le sue antenne nell'acqua.

Come un flutto ingrossato dalla fonte
di ghiacciai grondanti,
quando l'acqua della tua bocca risale
al ciglio dei tuoi denti,

mi pare di bere un vino di Boemia
amaro e vittorioso,
un cielo liquido che semina
di stelle il mio cuore!
Baudelaire













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