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Sotto l'occhio del drago

di Alexia Sabatier

7 aprile 2010



Ha la testa di un dromedario, le squame di una carpa, il corpo di un serpente, gli artigli di un falco: è un drago, l'aquilone di Xiao Li.
L'aquilone scherza con la brezza: hop! e va su, paf! e va giù. Una curva a destra, una svolta a sinistra, si abbandona ad una danza sfrenata.
In questo gioco fra il vento insolente e il drago ruggente, chi dei due riuscirà vincente?
Una burrasca e l'aquilone s'invola nell'aria.
Anche senza ali, il drago sale sempre più come un uccello.
Il fumo che butta dalle narici forma le nuvole del cielo.
Da Li consola suo figlio, triste di aver perduto un così bell'aquilone:
"Non piangere, Xiao Li! Il tuo drago è salito in cielo perchè non era un comune giocattolo di seta, ma un drago celeste.
Un drago che, secondo le leggende, appare agli uomini una volta ogni tremila anni."
Xiao Li, che non conosce queste leggende ma vuole scoprirle, chiede al padre di raccontarle.
"Tutto cominciò nel paese del Fiume Azzurro, dove regnava un potente imperatore."
"Tanto potente che comandava un esercito di migliaia e migliaia di soldati, collezionava rotoli e rotoli dipinti di cui andava fiero e possedeva un centinaio tra spose e concubine, classificate secondo la loro bellezzza, che gli avevano dato non meno di sessanta figli."
"Come emblema della sua dinastia l'imperatore aveva scelto i drago, animale forte e minaccioso, e si considerava il suo discendente in terra.
Se uno dei suoi sudditi si permetteva di infastidirlo, i ministri si arrabbiavano:"Chi mai osa grattare le squame del drago?" "
"L'imperatore aveva ordinato al più bravo dei suoi pittori di fargli un drago dal fiato più bruciante del fuoco, dalla voce più rombante del tuono e dallo sguardo più splendente dell'oro.
L'avrebbe esposto nella sala del trono per impressionare gli ambasciatori venuti dai regni vicini.
Ma quale fu la collera dell'imperatore quando si accorse che il pittore non aveva fatto gli occhi al drago!
"Come osi sfidare il Figlio del Cielo, vermiciattolo che non sei altro?" "
"La terra tremò. Il pittore si inchinò tre volte in segno di rispetto e avvertì il Figlio del Cielo che dipingere gli occhi del drago significava donargli la vita.
"Ma..." Fulminato dallo sguardo del sovrano, il pittore obbedì e, ciuf ciuf, il drago volò via sotto il naso e i baffi dell'imperatore."
Xiao Li è perplesso:"Ma come si riconosce, un drago celeste?"
"Hai notato che il tuo drago aveva cinque artigli? Questo è l'emblema del drago imperiale.
Solo l'imperatore era degno di esibirlo, perchè quello è un drago dai poteri divini. Lui solo manda le benefiche piogge di primavera che consentono agli uomini di vivere sulla terra in armonia con il cielo.
Al resto della famiglia imperiale bastava un drago con quattro artigli.
Quanto ai funzionari imperiali, dovevano accontentarsi di draghi a tre artigli per impreziosire palazzi e vesti cerimoniali.
Guai a chi osava sfoggiare il simbolo imperiale!"
"E le hai viste le squame di carpa del tuo drago?
E' un animale acquatico, un pò pesce e un pò drago.
Quando beve da un fiume lo prosciuga. Ma quando danza nel vento, la pioggia scende sulla terra.
E' il simbolo della fertilità."
"E li hai visti gli artigli d'uccello del tuo drago?
E' un animale dell'aria, un pò fenice e un pò drago.
Quando gli uomini vogliono vedere gli dei, se li mette in groppa e li conduce nei cieli. Quando trasporta le anime dei defunti, le sue squame assumono il colore della giada per ricordare che sono immortali.
E' il simbolo dell'eternità."
"E' davvero un animale strano!" dice Xiao Li.
"Il drago ha la forza della tigre e la rapidità del falco. Può combattere come il cervo e, come il bisonte, udire tutto ciò che accade sulla terra. Ecco perchè è composto da animali che incutono rispetto. E' il simbolo della saggezza."
"Si dice infatti che l'uomo saggio sia, di fuori, un drago e, di dentro, una fenice sempre pronta a rinascere dalle sue ceneri."
"Fantastico!" esclamò Xiao Li.
"Il drago è un animale magico che appare ai bambini solo per portar loro fortuna. Vedere le pupille di un drago è presagio di un brillante avvenire."
"Ma lui ora dov'è?" chiede Xiao Li.
"E chi lo sa? Dalle montagne del sud fino al fiume Wei percorre le colline e sosta nelle grotte. Cavalca le nuvole e comanda i venti. Non si ferma mai. Come arriva, scompare."
"Niente può arrestarne la corsa sfrenata: è più rapido della brezza e più lieve di un ragno. Diventerà domestico il giorno in cui saremo capaci di acchiappare i pesci con le mani."
"Quando lo rivedrò?" chiede Xiao Li.
"Quello è libero come il vento. Compiuta la sua missione, svanisce d'incanto."
Xiao Li non è più triste.
Sa che il suo drago sta proteggendo un altro bambino.
E si addormenta orgoglioso di avere avuto un amico così.


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